Si percepisce, è palese, il disprezzo per la politica è sempre più diffuso.
Ed è difficile dar torto o non comprendere coloro che sono rimasti delusi da partiti e politici di ogni estrazione, in ogni periodo storico.
Ma l’alternativa qual è?
Il disinteresse concede ai malintenzionati ancor più libertà d’azione.
Generalizzare additando chiunque faccia politica di esser marcio mette sullo stesso piano buoni e cattivi (con grande gioia di questi ultimi).
Ribalto la questione: e se fosse il nostro DISINTERESSE il problema??
Se l’energia che utilizziamo per disprezzare la politica la utilizzassimo per impegnarci attivamente nel controllo di chi amministra, nel difendere i diritti collettivi e i beni pubblici, siamo davvero sicuri che la nostra società non ne gioverebbe?
Fortunatamente non viviamo sotto dittatura, e grazie alla rete abbiamo accesso alle informazioni come nessuno mai prima di noi.
Potenzialemnte abbiamo mezzi e capacità per costruire un futuro migliore, facciamolo.
Penso che nessuno di voi cambierà idea dopo aver letto questo mio post, ma spero con tutto il cuore che prima o dopo tutti ci accorgeremo che la politica è l’unico mezzo non violento per cambiare il mondo, nel bene e nel male.
Non è un caso che da sempre il potere (in tutte le sue forme) abbia fatto di tutto per ridurre il popolo in gregge di pecore, disinteressate e ignoranti.